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Comportamenti
strani
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| Non
è certamente facile scrivere qualcosa di nuovo sulla pesca subacquea. Ormai
sulle riviste specializzate, sui libri e su video cassette, grandi campioni
di pesca sub, hanno spiegato, e fatto vedere, tutte le tecniche più sofisticate
per insidiare le prede più smaliziate e diffidenti. Quindi non mi cimenterò
nel ripetere quello che ormai un sub esperto conosce perfettamente ma cercherò
di dare quelle piccole informazioni o curiosità che normalmente non vengono
divulgate ma che sono utili per affinare le tecniche di pesca o almeno per
conoscere comportamenti curiosi di alcuni pesci che raramente sono stati
documentati.
· La cernia essendo un pesce di tana ha una struttura adatta a districarsi e a volte incastrarsi negli spazi angusti e oscuri di tane ricavate fra le rocce di franate o scogliere. La sua coda è corta e spatolata tipica dei pesci dallo scatto bruciante. Si ciba principalmente di polpi e pesci di scogliera. Il primo comportamento singolare l'ho visto documentato su di un video girato nella riserva Corsa di Lavezzi infatti ho visto una grossa cernia staccare, con un morso, la testa di una murena che faceva capolino da una tana. Siccome ho sempre visto vivere in simbiosi nella stessa tana cernie, murene, gronghi e altri pesci mi sono chiesto quale fosse il motivo di questo anomalo comportamento. Le risposte possono essere legate all'innaturale competizione alimentare della riserva oppure alla competizione territoriale. Come dicevo all'inizio la cernia ha una coda potente per esercitare uno scatto bruciante, ma la coda non viene usata solo in questo modo infatti il serranide ha la capacità, in zone sabbiose, quindi al libero, di piegarsi ad uncino con la coda inserita nella sabbia per fare uno scatto fulminante all'approsimarsi di una preda. Questo comportamento è stato osservato in Grecia da esperti pescatori subacquei Italiani. · La murena è ritenuto un pericolo per il suo morso doloroso ed infettante. Gli esperti sanno, però, che se non viene disturbato o peggio colpito da una fucilata se né sta tranquilla e timida in anguste fessure fra le roccie. Le eccezioni a cui ho assistito sono state documentate in mari tropicali: la prima fa vedere una grossa murena che si stacca dal fondo arriva nei pressi della superficie dove una barca di pescatori stava trascinando un'enorme squalo ormai morto. La murena si avventa con furia inaudita sullo squalo e con un morso ne stacca un notevole brandello di carne. Un altro filmato documenta la testimonianza, con simulazione in mare, di una giovane subacquea che durante un'immersione viene aggredita da una grossa murena che gli stacca il braccio con un morso. La subacquea con notevole freddezza recupera l'arto emerge e viene soccorsa e salvata ma purtroppo i medici non riescono a riattaccare l'arto. Altri due fatti piuttosto insoliti mi sono capitati personalmente nel sud della Corsica a Tizzano. Mi trovavo a pescare all'aspetto in una zona al largo di Ecicca, questa zona è caratterizzata da grosse guglie che da un fondo di 20-30 metri si innalzano fino ad una decina di metri dalla superficie. Mentre mi trovavo all'aspetto su una di queste guglie osservavo una grossa murena che si trovava su un'altra guglia ad una trentina di metri di distanza. Ad un certo punto il grosso serpentone si stacca dalla sua postazione e nuotando al libero mi viene incontro con fare minaccioso. Sono ad inizio apnea e perplesso cerco di intimorirla con colpetti di fucile ma dopo una sfacciato atteggiamento aggressivo ho dovuto dare un colpo molto più forte per farla desistere. Questo è il primo caso di aggressione diretta a cui ho assistito. Non saprei spiegare il comportamento assai strano di questo animale. C'è da pensare che comportamenti così fuori dalla norma, come quelli che ho descritto, possono essere legati ad uno stato, che con il nostro metro, potremo definire di follia. Per finire con un'altra stranezza legata alla murena voglio raccontarvi un'episodio capitatomi sempre nelle zone di cui sopra. Stavo facendo un'aspetto su di un ciglio che da -18 scendeva oltre i 30 metri quando la mia attenzione veniva catturata da un movimento 7-8 metri più giù. Un grosso dentice stava trafficando stranamente con il muso dentro una spaccatura della parete. A questo punto mi sporgo dalla mia postazione e mi lascio cadere sul pesce che si accorge della mia presenza solo quando ormai è partito il colpo che lo blocca nel suo tentativo di fuga; mentre do filo al mulinello e comincio a risalire guardo dentro la spaccatura e osservo una o più murene che si aggrovigliano furiosamente non so se per le ferite della lotta che avevo interrotto. A molti sarà capitato di sparare una corvina o un sarago, in franata, e doverla poi contendere con una murena o un grongo che risoluti non mollano la preda. Questo ci fa capire che il pesce ferito o in difficoltà stimola l'istinto aggressivo di questi predatori. Pesci che fino a pochi attimi prima condividevano gli stessi siti diventano un attimo dopo vittime o carnefici. Bisogna tenere presente questo comportamento, infatti se ci troviamo a pescare in luoghi dove le murene sono abbondanti, l'eventuale recupero di un pesce ferito deve avvenire velocemente poiché il pesce in difficoltà richiamerà immediatamente lo strisciante predone. A volte un dentice o una cernia colpite e apparentemente esangui all'apparire della murena sono talmente terrorizzate da acquistare nuove energie e a volte liberarsi dell'asta e fuggire. |